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[10:27, 21/6/2020] Remigio Padre Uganda: Buon giorno Liviana

 Remigio Padre Uganda: Sto bene. Viviamo nella speranza che ci sia un po più di apertura perché ci sia più  attività. In questi giorni abbiamo fatto un pozzo di acqua. Stiamo organizzando per il secondo. I due gabinnetti erano già fatti. Dobbiamo ancora dipingerli prima e cosi ti posso inviare le foto.
 Per fortuna le scuole sono ancora chiuse e ho paura che forse non si apriranno per il resto di questo anno.  A Rutenga come qui a Lira tutto è chiuso. Essendo nella zona al confine con il Congo e il Rwanda, li a Rutenga le macchine, automobile non vano in giro per non facilitare la contaminazione . Tutte le scuole li son chiuse.  Non abbiamo un progetto che deve andare avanti li .. Comunque qualcosa nel campo agricoltura stanno  facendo.

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Notizie dall'Uganda:
Il 11/06/2020 15:12, Agnese Castini ha scritto:
> Carissima
> Liviana ,grazie , qui , non si capisce tanto perche' di casi ce ne sono a Gulu , a Lira e altri posti , pero' non muore nessuno . Sono veramente CORONA? la gente , un poco gira con la mascherina pero' niente scuole, chiesa e trasporti e la gente ha fame .qui da noi a Kampala i poveri aumentano e diamo quello che possiamo. Ieri ho comperato ancora fagioli farina e zucchero e ho dato qualche soldo per il carbone . E' molto difficile sapere cosa succede veramente, stiamo a vedere. Noi stiamo bene e continuiamo a dire ROSARI perche' questo virus scompaia e si possa tornare alla normalita'. Auguri Liviana saluta tutti e un abbraccio a tutti . luigia .

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                                                                                                                                                       Lira, 31 Maggio 2020

Carissimi,

Quest’anno il COVID 19 ha finora impedito e mette in forse il mio ritorno in Italia per un breve periodo di vacanze e controlli medici. Ho quindi pensato di farmi vivo con questa lettera, facendo seguito alla circolare di Pasqua, per aggiornarvi e condividere quanto stiamo vivendo in questo tempo del corona virus.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, finora il contagio in Africa è stato più lento, ma il focolaio potrebbe avere una durata maggiore. Se le misure di controllo non dovessero funzionare, il coronavirus potrebbe uccidere fino a 190 mila persone solo nel primo anno, travolgendo il sistema sanitario di molti paesi africani, che mancano di strutture e materiale sanitario adeguato e sufficiente a far fronte al virus.

Da noi in Uganda, i dati ufficiali parlano di 413 casi di contagio, quasi il doppio di una settimana fa. Nessun morto, finora. Ciò è dovuto anche alle severe misure preventive imposte dal governo. Alle restrizioni e chiusure adottate in Italia (scuole, istituzioni, chiese, trasporto privato e pubblico…), qui il governo ha aggiunto il coprifuoco dalle 7.00 di sera alle 6.30 del mattino.

Queste pur necessarie misure di prevenzione stanno però avendo un effetto sempre più pesante sulla gente, specialmente i più poveri, che non possono muoversi e cercare un lavoro che permetta loro di portare a casa ogni giorno qualcosa con cui sfamare la famiglia. Di conseguenza, mentre si cerca di prevenire e controllare il Covid 19, i virus che stanno già mettendo in pericolo la vita di molti qui si chiamano Povertà e Fame, sempre più diffuse.

Ne faccio esperienza ogni giorno, incontrando la gente. Kenneth, 15 anni, che si è caricato sulle spalle e ha portato al dispensario il fratello Steven di 11 anni, ma non aveva soldi per pagare le medicine. Denis, venuto a vendermi una gallina che ho acquistato a prezzo doppio per permettergli di comperare un pò di fagioli e dar da mangiare alla famiglia. Stella, abbandonata dal marito, con due gemelline di un anno, Apio e Acen. Mi chiedeva aiuto per un pò di cibo. Le ho dato anche i soldi per curare una delle bimbe, colpita da una forte malaria.

Già, la malaria, che ogni anno uccide circa 405.000 persone nel mondo, il 67% (272.000) bambini sotto i 5 anni… Purtroppo l’Uganda è fra i 6 paesi africani in cui si sono verificati oltre metà dei casi di tutto il mondo!

Sì, la situazione è pesante, ma la viviamo con speranza. Il Signore Risorto è in mezzo a noi. Personalmente, mi è difficile prevedere se e quando potrò tornare in Italia. Intanto, resto qui con la mia, anzi la nostra gente. Siamo nelle mani di Dio, e ci affidiamo alla sua amorosa provvidenza. Non possiamo celebrare la Messa con il popolo. Ma la fede non si è spenta. La sera, dopo aver pregato con moglie e figli, un catechista mi telefona chiedendo la benedizione del vescovo per la sua famiglia!

Vi chiedo anch’io di continuare ad accompagnarci con l’aiuto della vostra preghiera. Un saluto a tutti, con un grande abbraccio… sia pure a debita distanza!

                                                                                                                                                                                               P. Giuseppe Franzelli- Vescovo emerito di Lira/Uganda

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Cara Liviana qui ancora tutto calmo. In tutta Uganda 200 casi molti autisti di camion del Kenya e tanzania. Ha gulu sono 8 in ospedale governativo tutti asintomatici. Da noi dovrebbe portare solo quelli che hanno bisogno di ossigeno o respiratore.  Abbiamo preparato un reparto di 100 letti ma è vuoto. Speriamo che continui così. Anche qui abbiamo il lock down. Speriamo che   i trasporti gli aprano quanto prima. Qui non si muore di corona virus ma perché la gente non arriva in ospedale. Donne gravide. Bambini con malaria e diarrea e polmoniti.  
I bambini stanno benissimo. Fanno anche un po’ di scuola interna e così si tengono occupati.
A quando? Ciao

Centro Missioni OdV

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