Progetto  Queimadas
   
  
 


 
 
  
 


QUEIMADAS - PROGETTO ITALIA-BRASILE

 

Carissimi,
forse sarà questo l’ultimo messaggio prima del rientro. Oggi mi sento un po’ più stanco perché, mentre in Italia cade la neve, qui da qualche giorno il caldo è tornato alla grande. Da ieri sto usando il ventilatore di notte.
I lavori procedono speditamente come vedete nelle foto di oggi. Il centro sociale arriverà questa settimana la punto di copertura. Sono sempre più soddisfatto dei progressi degli apprendisti muratori – Matteo, ora sono dieci – Il loro interesse è tale che ci vuole l’autorità dei due maestri per  far loro rispettare i turni in cui alcuni impugnano la cazzuola.
Ho avuto un lungo colloquio con la direttrice della cooperativa e le socie e non siamo giunti ad alcuna conclusione. Vedremo a mente fredda quali saranno le soluzioni possibili. Intanto è partita la regolarizzazione giuridica della coop.
Qui allo chalet le cose stanno funzionando benissimo. Oggi abbiamo fatto le foto di tutti i partecipanti alle attività e la suora mi ha consegnato tutte le schede. Domani dovrebbero essere fatte le foto dei nuovi della pastorale da criança, così avremmo fatto il possibile per soddisfare i sostenitore delle adozioni a distanza.
Vorrei dirvi tanta altre cose, ma sto sudando e a voglia di fare una doccia e grande. Se potrò, domani vi farò l’ultimo messaggio.
Vi saluto. A presto,  
Don Carlo
 

   

 


 


Carissimi,
come promesso oggi siamo in condizione di inviarvi foto del gruppo di allievi e istruttori della scuola “imparare costruendo”. Gli allievi muratorini stanno prendendo gusto a tirar su la parete sotto gli occhi attenti dei maestri muratori: tra questi si è inserito Sandro che, forte della sua esperienza, trasmette i segreti della professione ai ragazzi e ai muratori.
E’ una soddisfazione vedere i ragazzi disputare la cazzuola tanto che ho dovuto comprarne altre due oggi. Speriamo di mandarvi qualche altra foto delle squadra al lavoro.
Le notizie che arrivano da Camerano sulla festa brasiliana non sono proprio incoraggianti, ma purtroppo i politici sono uguali in tutto il mondo! Tiriamo avanti lo stesso.
Daniela rasserenati, i bambini hanno già chiupato i leccalecca.
Davì
, se dovessi avere bisogno di qualche operaio che fa sul serio potremmo anche considerare la cosa! (sto scherzando). Ora vi commento le foto.

Vi saluto tanto,   
Don Carlo

 

 

  


Qui si vede tutto il gruppo dei muratorini e istruttori davanti al cartello del cantiere e nello sfondo la pareti del Centro sociale.

Questa è la squadra di Jesus che anche nella foto spiega come devono tenere la “chucciara” in mano. 

E questa è la squadra di Belfot, così si chiama il mastromuratore (quello più alto al centro). I suoi alunni sono cinque.

 

 


Carissimi,
dopo il riposo di domenica, la messa doveva essere all’aperto, ma la pioggia non l’ha permesso, abbiamo avuto due giorni veramente interessanti.
Lunedì dopo pranzo ci siamo armati per raggiungere Queimada Bonita, la frazione dove c’è la casa di farina e vicino al luogo dove  stiamo costruendo il posto medico. Appena partiti la pioggia ha incominciato a cadere: con la caparbietà dell’autista Geni, abbiamo proseguito in mezzo a un diluvio. Arrivati vicino alla meta uno stop inaspettato. Il fiume e il fango ci hanno fatto tornare indietro. Ero preoccupato per Sandro che penso non ha mai visto una pioggia del genere in una strada sterrata, ma lui se la rideva beatamente.
Liviana vedi che se non riusciamo a portarti le foto che desideri non è per colpa nostra.
Ieri sera abbiamo avuto il primo incontro con la direttrice e la cassiera della cooperativa delle camiciaie: abbiamo esaminato la situazione che non è rosea, ma si è pensato di dare ancora una possibilità di ripresa, intanto Josè Lidio e la cassiera si porteranno a Santaluz per consultare un commercialista e regolarizzare la cooperativa per poter vendere le camicie: il vero problema è riuscire a vendere.
Oggi abbiamo deciso di fare un saltino a Bonfim - 150 chilometri da qui – questa volta con la macchina di Geni. Volevo conoscere il nuovo Vescovo di Bonfim. Ci sono riuscito senza difficoltà.
Appena entrato nell’episcopio, una casa vecchia e mal conservata, mi ha ricevuto molto paternamente: mi sono accorto che già aveva notizie sul mio conto. Ha voluto sapere notizie sul Progetto, sulla mia diocesi in Italia - ha studiato a Roma – e sul mio vescovo. Mi ha chiesto di dare una mano in parrocchia a Queimadas nei giorni che paso qui, poiché qui non c’è sacerdote e non si sa quando ci potrà essere.
Mi ha detto che spera di fare una visita in Italia per cercare un po’ di aiuti per la diocesi e principalmente per i suoi seminaristi.
Gli ho partecipato che forse a luglio vorremo inaugurare la chiesa del Sacro cuore qui a Queimadas e mi ha detto che sarà presente e che forse il Vescovo Edoardo sarà presente. Ha detto di aver studiato con qualcuno della diocesi di Ancona, ma non si ricorda il nome.
Insomma mi ha dato una ottima impressone. Certamente i problemi che affranta nella diocesi sono, in confronto ai nostri, immensamente più difficili e complicati.
Liviana, non ho potuto chiedere dei seminaristi poiché sono tutti a studiare a Natal, a qualche migliaio di chilometri da qui, ma gli ho passato i cinquecento euro che mi hai detto un signore ha donato per i seminaristi.
Mi sono accorto che ho scritto troppo, ma voglio solo aggiungere che i lavori proseguono abbastanza bene e che gli apprendisti muratori stanno già imparando a tenere gli attrezzi in mano.

Per Daniela Giacchetti: Sono contento che stai appassionandoti alle nostre avventure, chi sa che un giorno ci troveremo da queste parti! Assicura Renato che stiamo ricordando lui e tutta la compagnia, solo non i tifofiorentini.

Per Daniela: Goditi bene il gelato che qui noi non lo possiamo assolutamente neanche vedere! La saudade è problema di tutti, ma bisogna vincerla.

Per Renato e Francesca: Non possiamo fotografare la pioggia perché dicono che non rende mai l’idea: ad ogni modo la nascita dei sapos è nettamente inferiore a quella passata. Solo alcuni sparuti esemplari! La cucina resta la stessa e qualifica la nostra permanenza allo chalet. Gli amici ve li ho salutati e contraccambiano.

Cara Barbina, vedi di mangiare meglio e di più, altrimenti troverò solo l’ombra. Pensa alla cucina dello chalet e tira dritto e ricordati che il lavoro deve avere i suoi limiti.

Ivana e Franco: state tranquilli, la vostra bambina sta meglio di me!.

Agli altri tutti: Vi ricordo con piacere e spero di vedervi tutti presto. Ai parrocchiani: fate i buoni! So che i “golosi” non si sono smentiti.

P.S.: Sandro, che sta esaminando le mappe del villaggio Marche Italia, vi saluta.

Un abbraccio,         Don Carlo

  


 




PRIMA SETTIMANA - 25/02/2007 - 03/03/2007

Il viaggio in Brasile fa parte della collaborazione ad un progetto chiamato "Progetto Italia-Brasile". Fondatore e direttore di questo progetto è Padre Carlo Gabbanelli. Questo è uno dei tanti viaggi che don Carlo organizza da quando è tornato in Italia dove risiede. Sette sono le persone presenti:

Padre Carlo - Costantini Rodolfo, presidente tecno Habitat - Giuseppe Carboni, consigliere - Matteo Biscarini e la moglie Ombretta Carlini - Sandro Mengarelli volontario (Capomastro in pensione) - Daniele Ziliani - Geom Gruppo Cooperativo (Piacenza 74 Val d'Arda)
Lo scopo di questa missione è di dare inizio ai lavori di costruzione di un insediamento abitativo chiamato Villaggio Italia da realizzarsi alla periferia di Queimadas, in una zona tranquilla collinare con un ottima vista e vicino alla nuova chiesa in fase di finitura voluta da padre Carlo.
La città in cui ci troviamo è un luogo che si trova a trecento chilometri circa da Salvador nell'entroterra del Brasile. Il territorio dove sorge la città è lievemente collinare con la presenza di un fiume. La vegetazione in questo periodo grazie alle piogge si presenta verde, i terreni sono scarsamente coltivati, si può notare la presenza di pascoli con mucche, cavalli, capre; sono presenti piantagioni di canna da zucchero, mandioca e sisal. La città ha strade lastricate in pietra, case monopiano, piazze, ed altri servizi tra i quali le scuole. L'industria è assente, vi si trovano negozi che offrono prodotti di necessità alla vita quotidiana. Per diversi aspetti si può paragonare il luogo all'Italia del dopoguerra, cosa che ci sorprende è che sui tetti delle case si trovano antenne paraboliche ed in centro sono presenti alcuni locali dove si possono utilizzare computer.
Il primo giorno di lavoro ci presentiamo in cantiere dove ci aspettano i muratori pronti per cominciare i lavori. Le attrezzature di lavoro sono solo le più elementari, mancano parecchi attrezzi da noi utilizzati (autocarri, escavatori, betoniere, pale meccaniche, ponteggi, puntelli, sollevatori...), tutto ciò non ci spaventa e ci incoraggia lo spirito e la voglia di fare che hanno i ragazzi che dovranno eseguire l'opera. I tracciamenti si svolgono in maniera molto rudimentale ma con precisione e professionalità grazie alla collaborazione di tutto il team di viaggio, comunque a coordinare il tutto è sempre Padre Carlo che anche in questo campo a da farci imparare. Molte sono le cose di cui rimaniamo impressi in cantiere ma già dal secondo giorno riusciamo a dare inizio ai primi getti delle fondazioni. Oltre al lavoro di cantiere siamo accompagnati a vedere  le varie iniziative del progetto: La Camiceria, gli allevamenti di pesce e di bestiame, le piantagioni, le scuole ed i ragazzi che hanno organizzato il ricevimento per la visita, i punti di vendita dei prodotti al mercato e nella piazza del comune dove venerdì si è inaugurato l'Internet Point .
Girando per la città abbiamo avuto modo di vedere la "povertà" economica di molte famiglie ma che più colpisce è il sorriso sulle labbra della gente, l'educazione  la cordialità ed il rispetto che tutti gli abitanti portano anche nei nostri confronti. Eccezionale è la stima ed il riconoscimento che tutti hanno per Padre Carlo, per quello che ha fatto e per quello che tuttora sta ancora portando avanti. Le cose da dirsi sono ancora tante e difficili da spiegare a parole, ad ora in noi rimane alto l'entusiasmo e la voglia di proseguire nell'intento della missione.

(Daniele Ziliani)


Dopo il lungo viaggio che ci ha visti impegnati per  una giornata intera ci colpisce il luogo ed il verde rigoglioso della zona che rispecchia il sorriso che troviamo sulle facce delle persone. Eccezionale è l'organizzazione del viaggio che Padre Carlo ci ha riservato (appunto eccezionale è l'originalità la fantasia e la bontà dei cibi per noi preparati) dal lato umano,la gentilezza la disponibilità di tutti quelli che incontri ai quali rivolgi il saluto.
Altro è quello provato durante i viaggi quando Don Carlo ci ha accompagnato alle "tre" fattorie della Missione, la prima una fazenda dedita all'allevamento del bestiame e di alcune piante quali la mandioca, uno tra i principali alimenti di questo popolo, nella seconda e terza fattoria abbiamo trovato coltivazioni in particolare di frutta: bananeti, cocchi, papaia ecc. Senza contare le coltivazioni esistenti all'interno della Missione, un'antica abitazione donata da una famiglia benestante, poco ma di tutto, dai limoni agli aranci, ancora cocchi e bananeti; allevamenti di pesci, di oche, di galline, di struzzi, di maiali.
E poi tanti e tanti fiori, un giardino curato e meraviglioso. E quando pensi che quest'opera è iniziata da un solo uomo che ha saputo poi avvicinare tanti volontari che oltre a queste coltivazioni lo aiutano con le adozioni a distanza a seguire bimbi e famiglie veramente disagiate, pensi che quest'uomo è un uomo straordinario. 
(Ombretta Carlini)
 

Sono rimasto colpito dal posto e dal sorriso dei bambini. Quelli della mia generazione ricordano la propria infanzia e sentono il dovere di stare vicino a questa gioventù in modo che la loro vita sia serena. Faremo il possibile per aiutare don Carlo nella sua opera per dare un futuro a questi bambini.
(Sandro Mengarelli)

Cari amici vicini e lontani.
Pensavate che eravamo spariti invece siamo vivi e vegeti e pieni di cose da fare. Oggi abbiamo spedito in Italia di ritorno Rodolfo e Giuseppe che a quest'ora stanno volando come due angioletti verso casa. Sentiremo al ritorno le loro impressioni. Le impressioni degli altri le avete appena lette.
Le mie sono sempre quelle. Ma chi è già stato qui deve vedere come è tutto verde e fiorito. Qui si impara il valore della pioggia. Le attività dello chalet incominceranno nella prossima terça feira (martedì). Come al solito le mie valige ancora sono chiuse e non ho ancora consegnato le cose che qualcuno ha mandato per qualcuno. Prometto che in questa settimana farò le consegne. Una cosa che risolveremo nei prossimi giorni sarà QUELLA DELLA COOPERATIVA queimadas eleganza che ancora non riesce a camminare con le proprie gambe.
Quanto al villaggio Marche Italia "Imparare costruendo" ha preso il via il cantiere che parte dal Centro sociale. Il cuore ha tremato quando è stato abbattuto tutto il muro di recinzione  della radio. Vuolsi così..
Tenete presente che le piogge sono state tanto ABBONDANTI CHE IN ALCUNI POSTI COME RIACHO DA OçA (scuola alocco) e Espantagdo, (scuola Piccatola). Sono irraggiungibili. La stessa Queimada Bonita, (Casa di farina), Anselmo (posto medico Ricci), Jacuricì, (scuola degli Agostinelli), non riescono ad essere raggiunte. Meglio così, la pioggia è una benedizione.
Dovreste vedere come Sandro e Daniele lavorano insieme nello spicco delle costruzioni, sembra cha hanno lavorato insieme di anni!
Matteo, che non vuole pronunciarsi sulle sue impressioni, sta curando molto bene la propria sposa Ombretta perché non le manchi assolutamente niente!
E voi come state? Qui siamo al calduccio, moderato e ventilato. Qualcuno è già rosso come un gambero arrosto. Spero che a S.Agostino non sia morto ancora nessuno e che Socrates ancora sia lì. Al ritorno ne avremo delle belle da raccontarvi.
Liviana, ho già dato gli ordini di individuare i dieci bambini più bisognosi alla Pastoral da criança.
Mi accorgo che ora basta, altrimenti alla prossima che cosa vi raccontiamo?
Saluto tutti
                             Don Carlo
 

 
   
  
   
 


I bambini brasiliani di Queimadas ringraziano la comunità italiana per gli aiuti ricevuti

   
 
 
  
 

 

Queimadas, 16 giugno 2006

Cari amici del progetto Queimadas,

Siamo arrivati alla meta del nostro viaggio. Il gruppo che siamo si è formato a Lisbona: Don Carlo, Franco, Ivana, Patrizia, Emilie, Veronica e Aline.

Il viaggio in aereo è stato molto tranquillo ma comunque siamo arrivati molto stanchi a Salvador: chi cadeva di qua , chi cadeva di là, quasi quasi finivamo nel piatto! Il tempo era coperto e pesante, un po’ di pioggia ci ha anche accompagnati. Siamo partiti dal hotel alle dieci e mezza. Non sapevamo come disporre i bagagli che erano in abbondanza…

Prima sosta sulla strada dal fruttivendolo tropicale, dove c’era un’ esposizione di frutta incredibile…Ci siamo rinfrescati con l’acqua di coco e ci hanno fatto una degustazione dei loro prodotti. Appena ripartiti, dopo dieci minuti di strada , è arrivata l’ora del pranzo al self-service.

Ultima tirata fino a Queimadas in un paesaggio che cambiava a vista d’occhio mentre ci internavamo. La strada sempre diritta ma quante buche…

Poi, finalmente si arriva a Queimadas in un giorno di festa, il Corpus Domini. La città era talmente tranquilla che sembrava essersi addormentata. Scuole chiuse, negozi pure e poca gente in strada.
Quando arriviamo davanti allo chalet, molte sensazioni ci inondano, in fatti eravamo soddisfatti di arrivare ma anche storditi di quello che ci trovavamo di fronte. Un piccolo paradiso in mezzo a tanta semplicità.
Quello che ci ha il più impressionati, è stato il modo in cui la gente, anche se molto povera, rimane piena di speranza e serenità.

L’incontro con la ranocchietta del nostro bagno è stato entusiasmante. L’abbiamo anche battezzata : Dodo Mimi. Per un po’ Veronica si è anche trattenuta di andare al bagno…

Questa mattina siamo partiti per fare una visita in città con il mitico pulmino di Don Carlo. In quanto stranieri e molto diversi, la gente ci porta molta attenzione. I bambini piccioli si spaventano per il nostro colore spaurito.
All’inizio del pomeriggio appuntamento con i bimbi del progetto per una festa di benvenuto. Al programma, canzoni, musica, fisarmonica e anche una coreografìa. Abbiamo ricevuto una bambolina e un piccolo souvenir che hanno fatto loro stessi. E stato un momento molto intenso.

Fine giornata, siamo ripartiti in escursione nella città ma questa volta a piedi. Salutiamo, certi rispondono e altri no. A volte ci chiediamo come la gente ci vede e cosa pensa di noi.
Eccoci tutti qua davanti al giardinetto ad aspettare l’ora di cena.

A presto

La truppa delle pelli bianche !!!

P.S.:
Dopo questa narrazione degli eventi, c’è poco da aggiungere. Matteo stai tranquillo, la cooperativa sta funzionando. Facci sapere la tua taglia…
Se trovi qualche altro cliente,facci sapere le taglie. Naturalmente, Genni permettendo perché fino ad ora non si è visto. Chi di voi ha visto Queimadas secca, oggi non la riconoscerebbe. Chi ha vissuto giorni a 40 gradi a Queimadas, può invidiarci :di giorno intorno ai 23 e di notte ci vuole la coperta.
Stiamo programmando i lavori che inizieranno lunedì. Per il resto tutto tranquillo.
Reporter 1, mi raccomando, non far morire nessuno.
Liviana, mi raccomando, fai buon viaggio!
Ora basta!

Don Carlo
 

 
  
 
             
        
             
 

E'  tornata dal Brasile la delegazione  che aveva lo scopo di definire alcuni progetti ed impostare i lavori futuri, guidata da don Carlo Gabbanelli.
I tecnici di Pesaro hanno eseguito i rilievi topografici per il villaggio Italia  che sarà costruito per insegnare le professioni inerenti all'edilizia: muratore, elettricista, idraulico, imbianchino e falegname.
Si è costituita la cooperativa per la produzione delle camicie, sono stati eletti gli organi dirigenti della stessa e il prodotto viene realizzato secondo gli standard di qualità italiani imparati dalle ragazze nella loro permanenza nella cooperativa Smeralda.
Nella piccola frazione di Tanque è iniziata la costruzione della scuola materna denominata "Città di Loreto". I rappresentanti della città Mariana hanno potuto dare l'avvio ai lavori di costruzione.
Nel quartiere vicino al "villaggio Italia"  è iniziata la costruzione della Chiesa del Sacro Cuore sul progetto degli architetti castellani Laura Guidobaldi e Lorenzo Orsetti. In pochi giorni la costruzione ha raggiunto l'altezza di 3 metri.
Nella frazione di Espantagado - cinquanta chilometri dal centro - è stata costruita ed inaugurata l'unità sanitaria di base, voluta dalla famiglia del dott. Lanfranco Ricci per ricordare la mamma Elia De Petris, recentemente scomparsa.
La Croce Rossa di Matelica ha donato all'ospedale di Queimadas un monitor cardiaco e da una sottoscrizione tra un gruppo di osimani è stata raccolta la somma che ha permesso di donare un elettrocardiografo allo stesso ospedale.
Dai contatti avuti con la comunità e le autorità del posto sono emerse delle richieste e Il Centro Missioni Onlus con il Progetto Queimadas le trasformerà in progetti. Riguardano:
- la realizzazione di un mulino comunitario per la lavorazione della mandioca.
- Il sindaco e vicesindaco di Itiuba hanno fatto la richiesta di una scuola materna da costruire, con l'apporto dell'amministrazione comunale, nella frazione di Jacurici.
- E' stata presa in considerazione la possibilità di elaborare un progetto specifico per il riciclaggio della plastica ed un piccolo laboratorio per la produzione di dolci e biscotti utilizzando i materiali disponibili in loco. Si darà lavoro ad almeno 8 ragazzi.
- Dagli amministratori locali è stata fatta presente la necessità di realizzare un  depuratore  ed un piccolo mattatoio di cui l città è sprovvista.
- Tra i progetti più concreti c'è il potenziamento della produzione di miele attualmente in fase sperimentale nell'azienda agricola del Progetto Queimadas e la promozione di un consorzio tra i produttori.

 
             
 
   
 
 
  Questi sono alcuni seminaristi
che attendono il ns. aiuto.
Uno è Luciano dos Santos a destra,
con la maglietta grigia.
Dietro c'è uno con la maglietta celeste,
è stato aiutato da una persona di Milano.
Altri aspettano. 
Quota 600 Euro annui Seminario di Bonfin
a 100 km da Queimadas.
Il maestro, quello con la croce al collo,
è stato ordinato sacerdote lo scorso anno,
è di Queimadas ed è stato chierichetto
 di don Carlo Gabbanelli
quando era parroco a Queimadas.
 
 
 
   
  
 

(23/2/2006)
Carissimo Padre,
siamo due ragazze, Silvia e Federica, stiamo facendo uno stage al Centro Missioni di Osimo.
In questa prima settimana di stage abbiamo imparato a conoscere meglio questo mondo del volontariato, come viene gestito, chi ne fa parte, quali sono i suoi obiettivi e le sue iniziative.
Quello che ci ha più colpito è stato l’impegno profuso dai volontari italiani e la loro passione nel voler aiutare quei bambini meno fortunati di noi nella speranza di poter davvero cambiare qualcosa. Anche la nostra scuola, l’Istituto Superiore “Corridoni-Campana” di Osimo, ha partecipato ad una iniziativa che prevedeva la raccolta della cifra necessaria a costruire una seconda cisterna per i bambini di un villaggio dell’Uganda, Kassala. Siamo orgogliosi di aver partecipato a questo progetto e di aver contribuito, nel nostro piccolo, a donare un sorriso a chi è meno fortunato di noi. Saremo entusiasti di poter ripetere l’esperienza l’anno prossimo.
Ringraziamo, inoltre, i benefattori italiani che aderiscono ai nostri progetti inviandoci le loro offerte e li invitiamo alle iniziative dei prossimi mesi. Saremo felici di ricevere una vostra risposta da mostrare ai nostri compagni.
Cordiali saluti, Silvia e Federica

Saluti da Uganda e ringraziamento
Carissime Silvia e Federica,
sono padre Remigio Twinemigisha Missionario Comboniano e parroco di Kasaala, Uganda. Mi scuso che posso rispondere a vostra cara e-mail solo adesso. Voglio dire, da parte mia e da tanti bambini della missione di Kasaala, molto grazie per la vostra amicizia, generosità ed amore. Vi ringraziamo, voi e tutti i studenti dell' istituto superiore "Corridoni- Campana" di Osimo, in particolare per i soldi che hanno permesso di costruire una cisterna per acqua alla nostra scuola elementare di St. Balikuddembe, villaggio di Nakakono qui a Kasaala. Grazie a vostra generosità i nostri bambini hanno adesso acqua pulita per bere quando sono a scuola.
Avrete saputo da Liviana e da Anna che uno dei più importante problemi che abbiamo qui nella zona di Kasaala e la mancanza di acqua. Poter raccogliere acqua della pioggia quindi e in una grande cisterna e' una benedizione che crediamo da Dio anche se attraverso di voi. Non vi possiamo quindi ringraziarvi abbastanza. 
Senza dubbio non possiamo dire che il problema di acqua e' risolto in tutta la missione, ma con la grazia di Dio contiamo ancora a vostro aiuto perché  ci sia altri cisterne anche nei altri villaggi. Per questo non stancheremo mai di pregare per voi perché il Nostro Signore Gesù vi sia vicino sempre con le sue benedizioni. 
Con affetto, P. Remigio Twinemigisha.

 
   
 

(8/2/2006)
Cari Amici,
Siamo di nuovo a raccontarvi cose di Queimadas.
Ieri per un attimo ci siamo illusi che finalmente potesse piovere almeno un po', ma sono cadute dieci gocce soltanto, speriamo che avvenga oggi, ma il cielo sereno di questa mattina non fa ben sperare. La temperatura è molto calda. All'ombra di giorno non scende mai sotto i 35 gradi e il mattino, quando ci svegliamo, è intorno ai 25 gradi. Anche se i maligni non ci credono non è facile muoversi con queste temperature, ma facciamo del nostro meglio.
Per quanto riguarda le camice da ordinare vi ricordiamo che le misure disponibili sono: 37-38-40-42 ed i colori sono: ghiaccio,azzurro intenso, celeste, verdone e zucca. Se siete interessati ad ordinare vi preghiamo di farlo entro mercoledì 15, ultimo giorno utile prima del nostro rientro.
Due giorni fa siamo passati davanti alla scuola di "Tina" e abbiamo notato che era  aperta pur essendo questo periodo di vacanza scolastica. Abbiamo deciso di fermarci ed entrare, così quelli del gruppo che non conoscevano la scuola hanno avuto l'opportunità di visitarla. All'ingresso siamo stati accolti dal un cartello che dice in portoghese "essere diversi è  normale" e che è impossibile non notare per noi che in questo ambiente ci sentiamo diversi per tanti motivi. All'interno c'era un'insegnante che stava riordinando alcune cose.
Ci ha colpito l'ordine che regnava nelle aule, come se ragazzi e insegnanti fossero lì da qualche parte pronti a riprendere le lezioni tra pochi minuti.
L'alfabeto dei segni dipinto su una parete ci ha ricordato con allegria a chi è rivolta questa scuola.
Mentre giravamo per le aule sono arrivati alcuni bambini del quartiere che hanno improvvisato in nostro onore una esibizione di capoeira nel salone di ingresso. Dobbiamo ammettere che è stata una esibizione MAGISTRALE.
A proposito di spettacoli, ieri è arrivata da San Paolo la fisorchestra della maestra Renata che è molto conosciuta anche in Italia e a Castelfidardo, dove spesso viene per il concorso internazionale di fisarmonica. Ieri sera dopo cena lei e i suoi amici hanno improvvisato un concerto in piazza con grande successo di pubblico. Questa mattina inizieranno i corsi di fisarmonica per alcuni ragazzi che frequentano lo chalet.
Intanto i lavori per la nuova chiesa continuano intensamente, mentre per la scuola di Loreto andremo nei prossimi giorni a controllare come sta andando ed aggiorneremo le foto dei bambini che beneficiano del sostegno alimentare.
Domenica 12 ci sarà l'inaugurazione dell'ambulatorio medico nella frazione di Espanda Gado dedicato alla signora Elia de Petris, mamma del dott. Lanfranco Ricci, e radio-serva Queimadas dice che sarà presente anche un deputato locale, in ottobre ci sono le elezioni politiche e tutto il mondo è paese.
- Care Silvia e Federica, vi diciamo brave per la vostra partecipazione allo stage e per quello che fate all'interno della vostra scuola, complimenti a voi e ai vostri colleghi di scuola.
- Liviana, speriamo di avere la possibilità di portarti quanto chiedi.
- Cari Gualtiero e Andrea, beati voi che state al freddo e potete lasciare il lavoro per una settimana, le camicie ve le porteremo e anche se strette ve le dovrete mettere ugualmente.
- Cari Davide, Paolo e Nardo, il terreno del villaggio Italia sarà presto senza buche, l'unico buco possibile sarà quello di un eventuale pozzo. Dice infatti il rabdomante che sotto c'è una vena d'acqua.
- Reporter 1, mi raccomando niente funerale. Ai parrocchiani dì pure che non rimarrò in Brasile pertanto dovranno sopportarmi per qualche tempo ancora.
- Cari Franco e Ivana, grazie per il brivido di Castelluccio. Non siamo riusciti ancora a visitare il sito che ci avete segnalato, ma ci ripromettiamo di farlo al più presto. Speriamo che queste nuove foto Vi soddisfino un po' di più.
A tutti un "caloroso" abbraccio da
Don Carlo e gli amici dello Chalet.

         
     
         

(11/2/2006)
Carissimi
Ormai prossimi alla fine del viaggio vi relazioniamo sulle ultime novità.
Nei giorni scorsi Josè Lidio ci ha reso partecipi dell'esigenza dei piccoli produttori locali di realizzare una "casa de farinha comunitaria". Si tratta di un impianto di trattamento della manioca, alimento base del Brasile più povero, e anche una delle coltivazioni che maggiormente si adattano alle condizioni climatiche e di suolo della zona. Abbiamo dato la nostra disponibilità ad impegnarci per trovare un finanziamento per questo nuovo progetto, avendo verificato tra l'altro che gli impianti necessari hanno un costo contenuto. A questo scopo, accompagnati da Josè Lidio, un uomo attento e silenzioso che sembra manifestarsi solo quando è necessario, abbiamo visitato un impianto già esistente in un comune vicino. Come quasi sempre è accaduto in queste situazioni, l'arrivo della comitiva guidata da Don Carlo si è trasformato in un piccolo evento per bambini e adulti che abitano nei pressi della casa de farinha, e così hanno finito per mostrarci tutto quello che avevano da esibire, compresa la produzione di scope rigorosamente in fibra vegetale, che una anziana signora confeziona una ad una.
La nuova casa de farinha si dovrebbe collocare nella frazione di Queimadas Bonita, dove in settembre è stata costruita una scuola e oggi pomeriggio andremo a visitare il luogo dove dovrebbe essere collocato l'impianto.
L'aspetto interessante di questo nuovo progetto è che oltre ad avere un risvolto di interesse economico per i piccoli produttori agricoli locali, essa svolge anche un ruolo sociale, essendo la lavorazione della mandioca un momento di aggregazione collettiva, che richiede il lavoro manuale di molte donne, e per questo si riuniscono nel portico della casa in numero di 20-25 per svolgere questo lavoro. Un po' come avveniva per la scartocciatura del granturco nelle nostre aie. Insomma questo progetto dovrebbe rappresentare anche una occasione per far passare una idea di cooperazione nel lavoro tra gli agricoltori che può rafforzare loro stessi.
Speriamo quindi che , una volta in Italia riusciremo ad ottenere un idoneo finanziamento.
Ieri mattina invece c'è stata la consegna ufficiale del monitor cardiaco e dell'elettrocardiografo all'ospedale alla presenza delle autorità comunali. Il tutto sotto un sole cocente che  ha reso la cerimonia molto calda.
Questo fine settimana sarà molto intenso  per gli impegni conclusivi del viaggio: non molleremo proprio adesso. Su indicazione dell'amico Franco Ciminari abbiamo visitato il suo sito internet e dobbiamo dire che le foto pubblicate sono bellissime, Renato (che si ritiene un discreto fotografo) si toglie il cappello di fronte a tanta tecnica e sensibilità, ma anche le foto che abbiamo fatto fino ad ora non saranno da meno e vi racconteranno la vita in questo nostro mese a Queimadas.
Infine da quando è arrivato il gruppo di San Paolo con Renata e gli altri sanfonisti, le nostre serate sotto il portico sono allietate da musiche e canti nordestini pieni di "saudade". Nel dopo cena a volte si aggrega un percussionista e cantante che in passato è stato allievo di Renata e che canta con passione le loro canzoni.
Un sonoro saluto a tutti da
Don Carlo e gli amici ospiti dello chalet

 
   
 
 
   
  
 

   
  
 

   
  
 

 

   

Come inizia il "Progetto"

Alla periferia di Queimadas, nel 1996, è sorta una specie di favela.

Il fenomeno comune alle grandicittà del Brasile, si ripete ancheQueimadas. Il luogo si chiama "avenida paulista".

Ci si accorge che anche il resto della periferia ha bisogno di un intervento di emergenza per lenire la fame che colpisce soprattutto i bambini e ragazzi.

Fino ad ora l'attenzione del Centro Missionario Osimo, attraverso don Carlo, era rivolta a creare migliori condizioni nel settore dell'educazione dei bambini, con la convinzione che si può progredire solo attraverso l'educazione partendo dai piccoli.

Erano già stati costruiti ben 13 edifici scolastici nel territorio di Queimadas e nella fazenda jabuticaba in collaborazione con P. Luis Tonetto.

Contattate le autorità locali, la comunità parrocchiale di Queimadas in cui operavano, con il parroco Neri Bento Dias, una comunità di suore venute dalla Polonia e un gruppo di donne che svolge un lavoro di educazione di base nei quartieri più poveri, è stato lanciato il "Progetto Queimadas".

La prima fase a prendere il via è stata quella delle adozioni a distanza dei bambini più a rischio.

Alla fine del 1996 il numero dei bambini assistiti aveva raggiunto le cinquanta unità.

Non si poteva pensare solo ad un intervento di assis­tenza che, seppur necessario, non avrebbe portato a grandi risultati nel futuro.

Fu deciso di formare un movimento con cui insegnare ai ragazzi a produrre mezzi di sopravvivenza e di autofinanziamento.

Fu acquistato un pezzo di terra lungo il fiume.

Già nel gennaio 1997, con la presenza di don Carlo, Roberto Cedraro e Paolo Carotti sono state costruite due case, una delle quali dedicata a P. Pio, con la collaborazione di Remo Cantori, la scuola dedicata alla Madonna della rocca, di Offagna, e la chiesa dedicata a S. Giacomo della Marca, voluta da Pietro Cimaroli.

Con l'intervento di Paolo e Roberto si dà l'avvio all'irrigazione di un terreno per produrre alimenti per gli stessi bambini e dimostrare che, coltivando anche una piccola parte di terreno, si può vivere decentemente.


Perch
é incominciare dalla terra

- Pensavate anche ad allevare bestiame?
- Pensavamo che sarebbe stato più interessante e più facile. P. Neri, il parroco con cui abbiamo incominciato a realizzare questa parte del progetto, era appassionato di agricoltura come me.

L'agricoltura può dare da mangiare a tanta gente.

Insegnando a coltivare la terra tutti possono produrre il minimo indispensabile per sopravvivere.

Questi sono stati alcuni dei motivi che ci hanno spinto in questa direzione.


-
Pensavate anche ad allevare bestiame?

- Sì, per questo abbiamo subito iniziato a produrre foraggi. Paolo e Roberto hanno fatto l'impianto di irrigazione e incominciato a piantare foraggi oltre che il bananeto.


- Ma come
pensavate di fare per acquistare il bes­tiame?

- Non potevamo comprare mucche per produrre latte perché troppo care, allora abbiamo pensato di chiedere ai nostri amici e sostenitori di donare una vitellina ai bambini del progetto. La risposta è stata positiva e le vitelline di allora oggi sono mucche che producono latte per i bambini del progetto.

            


Ogni scuola una storia

Nel 1983 ha inizio la costruzione di scuole o meglio, come dicono i Brasiliani, di "Predio escolar"

Consideriamo però come prima scuola quella vicino alla chiesa S. Antonio costruita quando ancora don Carlo era a Queimadas.

Questa la storia.

I bambini che abitavano nei dintorni della chiesa, poverissimi, non potevano aver accesso alla scuola pubblica perché per questo era necessaria la divisa, le scarpe ed altro.

Le famiglie che spesso non avevano neanche di che mangiare, non potevano mandare i loro bambini a scuola pur desiderandolo.

Con la collaborazione di alcune maestre e sig­nore (Bellanizia, dona Mariazinha ed altre) furono organizzati dei "battaglioni" (lavori comunitari).

Il sabato le maestre passavano tra i banchi del mercato a chiedere qualcosa che sarebbe servito per il pranzo agli operai e, la domenica, alcuni muratori (Ema, Cesario...) costruivano la scuola che poi sarebbe frequentata dai bambini del quartiere senza l'esigenza della divisa o delle scarpe.

Così, con una mano del Comune (sindaco Abelardo) è stata costruita la Scuola "Angelina Ferreira", ancor oggi funzionante e ben conservata.

La seconda scuola, (la prima da quando don Carlo è rientrato in diocesi) è stata costruita nel 1983.

I fondi furono raccolti tra i parroci di Osimo, il Centro Missionario Osimo, diretto da don Marino Severini e Marietta Simoncini, e la Caritas, diretta da Don Nazzareno Coletta.

Si trattava di due aule, bagni, segreteria e una casina per il bidello.

La costruzione durò due mesi e fu localizzata nel quartiere già popoloso di "ponte nova" oltre il fiume.

Seguirono don Carlo due giovani di Filottrano: Costantino e F. Castegnetti.

La scuola dovette chiamarsi "Padre Carlos".

Alle rimostranze di don Carlo che non voleva che il suo nome apparisse, il Sindaco, Ivo Moreira Suzart, ribadì: "Devi stare zitto, perché poi tu vai via e chi resta qui a sentire le accuse sono io!".

La formula della costruzione è stata quella che poi si rivelerà azzeccata. L'Amministrazione Comunale parteciperà alla costruzione con il materiale, il Centro Missionario Osimo con il resto della spesa.

I lavori dì costruzione saranno diretti da Don Carlo o persone da lui designate.

Una volta pronto, l'edificio viene inaugurato e consegnato alla popolazione che dovrà usarlo e conservarlo: resta proprietà del Comune di Queimadas che ne curerà la manutenzione ed il funzionamento.

Dicevamo che questa formula è stata vincente, poiché così la scuola non cade dal cielo, ma è voluta dalla popolazione e dall'Amministrazione Comunale che la sente sua.

Anche oggi, dopo oltre venti anni, queste scuole sono operative ed efficienti grazie anche allo stimolo da parte nostra con la presenza costante.

Ciò ha permesso un allargamento dell'educazione di base che propone Queimadas come modello.


Nasce la scuola dello chalet

Nell'anno duemila gli eredi della famiglia Lantyer donano al "Progetto Queimadas" il gioiello di famiglia, la casa più antica della città a condizione che se ne faccia un Centro di educazione intitolato al più illustre della famiglia: Joao Lantyer.

Si garantisce la collaborazione delle suore missionarie benedettine ed il sorgere di un gruppo di volontari che portino avanti il lavoro di socializzazione ed educazione a favore dei ragazzi più bisognosi.

Le suore avevano già un lavoro con gruppi di adolescenti per insegnare loro ad affrontare la vita anche in condizioni difficili. Ci si incammina sullo stesso solco.

Incominciano a nascere i primi gruppi di ragazzi che imparano a stare insieme, giocando, suonando e cantando, facendo sport, imparando a fare qualche attività che potrà essere utile in futuro.

Nascono così le prime attività del Centro Educacional J. Lantyer che noi chiamiamo "scuola do chalet".

Funziona così: i ragazzi dai dodici ai quindici anni sono scelti tra i più bisognosi. Frequentano la scuola pubblica durante il mattino e nei pomeriggi, da martedì a venerdì, si ritrovano allo chalet.

Intanto c'è un gruppo tra le più grandi che con alcune mamme preparano la merenda: sempre un sostanzioso piatto.

I ragazzi costruiscono aggetti semplici di artigianato usando materiale di recupero come pezzi di legno, stecche e stecchini, materiale plastico come bottiglie ecc. le ragazze imparano a cucinare (dolce e salato), sotto l'orientamento di dona  Ivone.  La scuola di taglio e cucito è la più frequentata.

Alcune imparano a fare l'uncinetto e il ricamo a punto croce, altre imparano a dipingere sulla stoffa e a fare oggetti di uso comune. Un gruppo si esercita a fare ricamo a macchina e a mano ed un altro a fare fiori con materiali di recupero ed altri oggetti di artigianato.

Nell'area dello chalet, complessivamente diecimila metri quadrati di terra, si svolgono altre attività come lo sport (calcio, pallavolo) sul campetto verde (è l'unica area di sport verde della città) ed è motivo di orgoglio per gli alunni.

I ragazzi imparano anche a coltivare ortaggi che servono per il loro consumo, coltivano piante da frutto, allevano galline ed altri animali (la coppia di struzzi regalataci è la signora della situazione).

Quando si dice che non bisogna dare il pesce a chi ha fame, ma insegnare a pescare, per noi non vale perché oltre a questo, noi insegniamo ad allevare il pesce.

Nell’area dello chalet ci sono molti masconi per l’allevamento del pesce ed ogni anno il progetto produce oltre venti quintali di pesce.

Come se non bastasse, c’è anche un piccolo parco giochi per i più piccoli, ma anche i più grandicelli non disdegnano di divertirsi con lo scivolo, il cavallino e l’altalena.
 



Cari amici adottanti di bambini in Brasile
,
 

Anzitutto vi do buone notizie dei vostri adottati. Stanno bene e vi ringraziano di tutto cuore insieme alle loro famiglie. Vi metto qui di seguito quanto scritto da noi "visitatori" ai nostri amici.
Don Carlo
 


 

Un viaggio pieno di emozioni

Ho accettato con piacere la proposta di don Carlo per un soggiorno a Queimadas. Avevo già sentito parlare di quella esperienza, ma l'occasione di una verifica diretta è stata stimolante. Ne torno con tanti insegnamenti e tante emozioni.

La più forte è stata quella dell'incontro con Jainie, la dodicenne che la mia famiglia aveva adottato a distanza. Capitati inaspettati a casa sua, gli occhi e il sorriso di questa bambina, alla vista del "padrino" venuto da lontano, rimangono per me tra i ricordi importanti di una vita.
Gli insegnamenti:

1: Il lavoro svolto da don Carlo è lungimirante perché affronta alla radice il problema di una realtà povera, puntando sulla scuola, e fornisce ai ragazzi gli elementi per sapersi muovere con autonomia.

2: Noi da qui possiamo fare molto se assieme all'impegno dei singoli cittadini riusciamo ad interessare anche enti, organizzazioni, istituzioni.

3: Valori religiosi e visione laica della vita possono trovare terreni di impegno comune.

Matteo Biscarini

 


 

Appello dell’ultima ora

Dal seminario di Bonfim il Vescovo dom Jairo e P. Edmilson (rettore del seminario) ci chiedono un aiuto per mantenere questi ragazzi, nuovi seminaristi, agli studi. Volete aiutarci ad aiutarli? Adottate uno di questi giovani aspiranti al sacerdozio con la somma che potete. Vi forniremo anche le loro foto e loro notizie.

Per maggiori informazioni su di loro contattate Don Carlo allo 071 780900
o per e-mail:
prog.queimadas@tiscali.it
Vi ringraziamo fin da ora.

 


 

 

Altri obiettivi del viaggio a Queimadas

Uno degli obiettivi dell'ultimo viaggio in Brasile era quello di dare inizio alla costruzione di una scuola materna chiamata San Marco perché a finanziarla sarà la Parrocchia di S. Marco di Osimo. Nella foto si vedono le fondazioni già pronte.

L'altro motivo del viaggio era quello di studiare la realizzazione del Progetto "Queimadas eleganza" per la formazione di una cooperativa di ragazze per produrre camicie. Anche qui tutto bene perché con la collaborazione della regione Marche, cooperativa Smeralda di Camerano, la lega delle cooperative, il Centro Missionario e Progetto Queimadas e Comune di Castelfidardo prenderà il via il progetto con la venuta di due ragazze di Queimadas per imparare il mestiere. Sul posto abbiamo anche visto la possibilità di partire con un progettino di produzione di piante e fiori. Già si è incominciato e nella foto vedete i primi risultati. Pensiamo anche all'apicoltura per insegnare un altro mestiere ai nostri ragazzi e per produrre mezzi di autofinanziamento. I piccoli apicoltori del posto sono soddisfatti e chiedono l'organizzazione di una cooperativa. Se qualcuno vorrà darci una mano ad acquistare l'attrezzatura necessaria per i ragazzi apicoltori gliene saremmo grati. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno adottato bambini a distanza da parte loro e delle loro famiglie.

Massimo, Matteo e don Carlo


 

 



 
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