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PECHINO -NUOVA STRATEGIA IN AFRICA

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PECHINO APRE UN “NUOVO CAPITOLO” NEL CONTINENTE AFRICANO

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“La Cina intende impegnarsi di più nella risoluzione di conflitti e nell’individuare soluzioni pacifiche per le crisi in Africa”: poche parole, quelle pronunciate dall’inviato speciale di Pechino per gli affari africani, per inaugurare quello che egli stesso ha definito “un nuovo capitolo” nelle relazioni tra il gigante asiatico e il continente.

In un’intervista esclusiva all’agenzia stampa Reuters, Zhong Janhua ha precisato che il caso del Sud Sudan – in cui la Cina, principale investitore estero, ha partecipato con un’intensa attività diplomatica al tentativo di risolvere la crisi politico-miliare in atto – è “solo l’inizio”.

Abbandonando l’atteggiamento di riserbo che ha finora caratterizzato l’azione diplomatica di Pechino in Africa, il responsabile cinese ha ammesso: “È una sfida con cui ci stiamo confrontando. Per noi, qualcosa di nuovo”.

Gli analisti, tuttavia, sono scettici sui tempi e modi in cui la Cina potrebbe trasformare la propria presenza in Africa, dove alcuni paesi, pur grati per prestiti a basso costo offerti da Pechino, mal tollerano il fatto che la superpotenza risucchia le loro materie prime, offrendo un minimo scambio in termini di formazione e know how.

Allo scopo di cambiare questa percezione è stato dedicato il viaggio del presidente cinese Xi Jinping in Africa lo scorso anno, nel corso del quale il capo di Stato ha parlato di trasferire la tecnologia e offrire una formazione per consentire la creazione di fabbriche e attività commerciali in loco.

La nuova tendenza, ad ogni modo, costituisce una prima assoluta da quando, nel 1954 – molti anni prima di diventare una superpotenza economica con interessi a livello globale – la Cina varò la sua politica di “non interferenza” negli affari politici di paesi stranieri. I segnali, come suggerisce oggi parte della stampa africana, c’erano stati già nelle ultime settimane e alcuni diplomatici avevano ammesso, pur coperti dall’anonimato, che “l’interesse economico in Sud Sudan aveva costretto Pechino a superare le consuete cautele”.

Solo nel 2013, la Cina ha importato dal Sud Sudan circa tre milioni e mezzo di tonnellate di petrolio, divenendo il principale partner commerciale del neonato paese sub-sahariano.

[AdL]

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