Impressioni viaggio Argentina 2015

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NUOVAMENTE A BANDERA BAJADA
La motivazione che sempre mi ha spinto in questi anni a ritornare a Bandera Bajada, mia terra di Missione, è stato l’incontro con la gente e vedere l’andamento dei piccoli progetti che si stanno realizzando, nonché ulteriore importante motivo, essere presente alla consacrazione del nuovo Vescovo Josè Meliton Chavez della diocesi di Añatuya che ho conosciuto personalmente come Rettore del Seminario di Tucuman provincia limitrofa a Santiago del Estero, quando andavo a visitare i seminaristi studenti della mia parrocchia nel Seminario interregionale di Tucuman. Nell’abbraccio di pace mi ha salutato affettuosamente: “Grazie Sergio, per la tua presenza e per il tuo regalo….hai fatto tanti chilometri per stare qui”.Un altro motivo è stato quello di invitare il Padre Duilio a tornare nella sua terra, dopo 43 anni di Argentina per visitare i familiari e fermarsi un tempo tra noi. Ho viaggiato all’Argentina insieme ad Andrea, un giovane di Offagna, di cui si aggiunge la sua bella testimonianza del viaggio.Infine, ringrazio le persone che per la loro sensibilità continuano ad aiutare alla realizzazione di piccoli progetti nella missione: le cisterne dell’acqua piovana, la ricostruzione delle Chiesette deteriorate per il tempo e “il salitre” che consuma le pareti e gli infissi; un particolare grazie alla Caritas diocesana e parocchiale e al Centro Missioni Osimo che hanno contribuito in modo consistente per ricostruire una Cappellina segno della fede della nostra gente nella comunità de La Barrosa al limite tra Santos Lugares e Bandera Bajada e alcune cisterne per raccogliere l’acqua piovana per le famiglie. Avevo accettato la proposta di padre Sergio Marinelli di accompagnarlo, in un viaggio di circa due settimane, in questa terra da lui abitata per oltre 30 anni. L'arrivo a Buenos Aires il 30 novembre 2015 aveva assunto i caratteri di una usuale gita turistica, con un tour per le strade della splendente e maestosa capitale politica, la quale pochi giorni prima era stata interessata da elezioni politiche e da un cambio di governo...ovunque gigantografie e manifesti raffiguranti Scioli o Macri, quest'ultimo risultato poi vincente. Tra visite a monumenti e luoghi di interesse turistico (come la "Casa Rosada" sede del governo, lo stadio della Boca e le coloratissime case in lamiera dei primi coloni), foto, pasti in ristorantini tipici e fugaci sguardi a mercatini, esibizioni musicali e di ballo, ho avuto la fortuna di avere una guida di ineguagliabile competenza, tale padre Sergio. Due suoi amici di vecchia data, abitanti nella periferia della città, sono stati i nostri primi accompagnatori; grazie a loro e, successivamente, ad altre fantastiche persone, che sempre con un grande sorriso e piacere spontaneo ci hanno accompagnato, ho conosciuto non solo ciò che i miei occhi inesperti potevano captare, ma anche la storia di un popolo dai molti legami con l' Italia, ricco di sfumature e tradizioni. Ricordo la prima volta che mi è stato offerto di " tomar mate" da una famiglia in una casetta in mattoni, senza porte interne e contenente un arredo minimale, e mi sono scottato la bocca; ricordo le favelas a due passi dal centro della città viva e scalpitante, dove il concetto stesso di normalità viene rivalutato e dove l'attuale Papa Francesco andava a passeggiare quando ne sentiva il bisogno. Ricordo le larghe, rettilinee e interminabili strade asfaltate che percorrono il paese dal Nord al Sud e che si perdono in malandate strade di terra e breccia, spesso impraticabili, quando si dirigono verso comunità dell'entroterra. Ricordo i lunghi, lunghissimi tragitti in autobus per raggiungere Bandera Bajada, Santiago dell'Estero o Tilcara (mezzo di trasporto più usato. La piccola e isolata comunità di Bandera è stata il nostro principale punto di appoggio, dovunque si notano le impronte del lavoro negli anni di padre Sergio; la sua mediazione ed il suo aiuto diretto, hanno reso possibile la realizzazione, negli anni, di molte strutture:

-la sede della radio FM Creativa, che con la sua antenna di 60 metri copre una vasta area altrimenti non raggiunta da altre frequenze, tenendo informate famiglie altrimenti troppo distanti;
-la scuola primaria, secondaria e l'asilo nido che per prima cosa riuniscono i ragazzi, in seguito li istruiscono (gli insegnanti di oggi altro non sono che gli alunni degli albori).
-la parrocchia centrale e le chiesette che si incontrano lungo le strade, punti di incontro per ragazzi e non, le quali diventano abitazione per quei bambini che altrimenti vivrebbero troppo distante dalla scuola;
-pozzi per raccogliere l'acqua, strade asfaltate per una connessione più rapida
(costruite grazie alla richiesta esplicita di padre Sergio al governatore di Santiago dell'Estero), case ristrutturate o ricostruite per le famiglie più povere, borse di studio per ragazzi, aiuti di ogni genere alle famiglie più numerose e isolate... 
Tutte queste opere, assieme alla missione cristiana vera e propria, hanno lasciato il segno nella memoria dell'intera popolazione; ovunque padre Sergio vada è festa tra la gente per il gradito ritorno, perché anche se la sua presenza si è fatta sporadica , il suo impegno non ha mai perso vigore. Con lui ho visitato tutto questo, arricchito da approfondimenti e favolosi aneddoti, grazie a lui sono stato più che un semplice visitatore, ma ospite gradito e amico della gente.

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