Impressioni viaggio Uganda 2014

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Ecco realizzato un piccolo- grande sogno: andare nelle Missioni africane. Che cosa mi aspettassi non lo so, so cosa ho provato e cosa mi ha lasciato. Il nostro viaggio è iniziato partendo da Kampala e dopo 10 ore di viaggio in fuoristrada, su strade che di strada avevano solo il nome, eccoci alla prima missione in alta montagna: Rutenga. Già per strada, con le molte soste forzate, comincio a sentirmi imbarazzata (e ancor più lo sarò dopo a Rutenga e in tutte le altre missioni che visiteremo) perché mi trovo a salutare con la mano i moltissimi bambini che ci corrono dietro, si avvicinano e a volte chiedono una caramella, e mi viene da pensare: mica sono la regina Elisabetta che saluta la folla venuta a vederla!!! Ma col passare dei giorni mi abituo a questo stato di cose e capisco che dando loro un saluto, facendo loro una foto, e facendomi fotografare con loro, do quella piccola gioia diversa dal tran tran di tutti i giorni e così mi abituo con facilità a salutare, fare foto, gonfiare palloncini, farmi prendere per la mano, farmi toccare i capelli, la qual cosa fa ridere tantissimo perché rispetto ai loro, peraltro sempre tagliati quasi a zero, sono morbidissimi. Certo le condizioni in cui vivono sono molto molto precarie, e dicendo così sono ottimista, e vedere che non hanno quelle cose che per noi sono scontate ( aprire un rubinetto da dove esce acqua, spingere un pulsante che fa accendere una lampadina ) non solo mi ha fatto stringere il cuore e mi ha fatto riflettere su quanta disparità c' è nel mondo e quanto noi più fortunati siamo incontentabili, basterebbe così poco per riequilibrare un po' le cose !!! Non poter comprare tutto quello che ci offrivano se ci fermavamo magari per comprare dei mango, mi faceva star male per ore e ore e mi ripetevo "se a quel ragazzino avessi comprato il cestino di peperoni che ci offriva, per questa sera gli avrei dato soldi per la cena", ma come mi ha fatto capire Padre Remigio è impossibile accontentare tutti e di sicuro dopo di noi quel ragazzino avrà venduto i suoi peperoni ad un altro passante. Le condizioni igieniche praticamente sono inesistenti, e come potrebbe essere altrimenti se per avere acqua bisogna munirsi di taniche e magari fare 2 o 5 o 7 km? anche questo è stato un grosso cruccio, visto poi che lavoro nella sanità, in particolare i bambini dei 2 orfanotrofi che ho visitato erano in condizioni veramente pietose, le donne del luogo, dette le mamme, che li accudiscono più di così non possono fare, forse non sanno neanche fare e allora? Noi possiamo fare tanto dando il sostegno a distanza a più bambini possibile, CON 65 CENTESIMI AL GIORNO DIAMO AD UN BIMBO LA POSSIBILITA' DI ANDARE A SCUOLA, DI AVERE UN PIATTO DI POLENTA E FAGIOLI TUTTI I GIORNI, SE POI DIAMO POCO DI PIU' AVRANNO ANCHE UN TETTO SULLA TESTA E UN LETTO. Per finire cosa mi ha lasciato il viaggio in Uganda? sentimenti contrastanti: tristezza, dolcezza, rabbia, serenità, voglia di accontentarmi e voglia di non arrendermi e cercare di aiutarli ancora, voglia di tornare. 

Maria Vittoria

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